Ginko Biloba
Il Ginkgo biloba (conosciuto anche come "Albero dei ventaglio") è un vero e proprio monumento vivente. È l'unica specie sopravvissuta di un intero gruppo di piante risalenti a 250 milioni di anni fa: un legame diretto con l'era dei dinosauri.
Descrizione della Pianta
Il Ginkgo è un albero deciduo maestoso e dalla longevità millenaria. La sua caratteristica inconfondibile sono le foglie a forma di ventaglio, divise in due lobi (da cui biloba), con venature parallele che partono dal picciolo. In estate sono di un verde chiaro brillante, ma in autunno compiono una trasformazione magica, diventando di un giallo oro purissimo prima di cadere simultaneamente, creando un tappeto dorato ai piedi del tronco. La corteccia è grigia e fessurata, molto decorativa negli esemplari adulti.
Ambiente e Condizioni Climatiche
È una delle piante più adattabili e resistenti del pianeta, celebre per la sua capacità di sopravvivere anche in condizioni estreme (è stata la prima pianta a germogliare dopo Hiroshima).
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Esposizione: Pieno sole. Ama la luce diretta, che garantisce una crescita vigorosa e la perfetta colorazione autunnale. Tollerano la mezz'ombra, ma con uno sviluppo più lento.
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Clima: Predilige climi temperati, ma non teme né le estati torride né gli inve i rigidi.
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Resistenza: Incredibile. Resiste all'inquinamento atmosferico, ai parassiti, alle malattie e ai forti venti. Tollera il freddo estremo fino a -25°C / -30°C. È la pianta perfetta per il contesto urbano mode o.
Terreno
Non ha esigenze particolari, purché le radici abbiano spazio per espandersi.
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Tipologia: Si adatta a quasi tutti i tipi di suolo, compresi quelli poveri o argillosi, ma predilige terreni profondi, fertili e freschi.
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Drenaggio: Pur essendo una pianta molto rustica, odia i ristagni idrici cronici. Un terreno che permette all'acqua di defluire correttamente è essenziale per evitare marciumi radicali, specialmente nei primi anni di vita.
Irrigazione
Il Ginkgo è molto resistente alla siccità una volta stabilizzato, ma apprezza la disponibilità d'acqua costante.
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Piante giovani: Necessitano di irrigazioni regolari per i primi 2-3 anni dall'impianto, specialmente durante i mesi estivi, per permettere alle radici di scendere in profondità.
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Piante adulte: Sono estremamente autonome e si accontentano delle piogge. Solo in caso di siccità estrema e prolungata può essere utile un intervento di soccorso.
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In vaso: Se coltivato come bonsai o in grandi fioriere, il terriccio deve essere mantenuto umido, lasciando asciugare solo lo strato superficiale tra un'innaffiatura e l'altra.
Cura e Concimazione
Il Ginkgo cresce lentamente nei primi anni, quindi un aiuto nutritivo è gradito. In tarda inve ata o all'inizio della primavera, è utile somministrare un concime organico (stallatico) o un fertilizzante bilanciato a lenta cessione. Non richiede cure particolari contro i parassiti, poiché ne è praticamente immune.
Potatura
La potatura è raramente necessaria, poiché il Ginkgo tende a formare una chioma equilibrata da solo.
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Quando: Si interviene durante il riposo vegetativo (gennaio-febbraio).
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Come: Si effettua solo per eliminare eventuali rami secchi, danneggiati o che crescono in direzioni disordinate. Negli esemplari giovani si può intervenire per favorire la dominanza dell'asse centrale (il tronco principale).
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Nota importante: È una pianta dioica (esistono maschi e femmine). In ambito o amentale si preferiscono quasi sempre gli esemplari maschi, poiché i frutti prodotti dalle femmine, una volta caduti a terra, emanano un odore piuttosto sgradevole.
